Brescia, tre morti sul lavoro in due settimane

Brescia

3 morti sul lavoro a Brescia nelle ultime 2 settimane

Sono stati quindici giorni terribili nel bresciano, con tre operai che hanno perso la vita nel giro delle ultime due settimane

 Un’incredibile quanto sciagurata serie di sfortune e disattenzioni ha fatto sì che nei dintorni di Brescia, durante le ultime due settimane, ben tre lavoratori perdessero la vita sul loro posto di lavoro. Le tre tragedie, simili anche per modalità, hanno coinvolto per di più tre operai vicini all’età pensionabile (uno di loro avrebbe cominciato a godersi il meritato riposo tre soli mesi dopo).

Tre incidenti, tre situazioni poco chiare

Amos Turla aveva 61 anni ed è l’ultima vittima delle 11 già registrate su territorio bresciano dall’inizio di questo 2019, nonché ultimo operaio a perdere la vita nella disastrosa serie di tre incidenti mortali accaduti nelle ultime due settimane. Turla, che lavorava alla Dolomite Franchi di Marone, dov’è quindi deceduto, si trovava all’interno di un’area automatizzata nella quale, solitamente, gli operai non dovrebbero entrare. L’uomo è stato schiacciato dal peso di due carrelli carichi di materiale. I carabinieri sono attualmente al lavoro per chiarire le cause dell’incidente e per far luce sul perché Turla si trovasse in un’area nella quale la sua presenza non avrebbe dovuto essere richiesta.

Il 12 luglio scorso ha invece perso la vita Felice Cere, 58enne di Berzo Inferiore operaio per le Ferriere Bellicini, dov’è accaduto l’incidente che gli è costato la vita. Fere, che è rimasto schiacciato da un rullo meccanico, sarebbe andato in pensione tra soli tre mesi. Tre giorni dopo la stessa sorte toccò invece a Massimiliano Faro, 51 anni, deceduto durante lo svolgimento delle sue mansioni al Centro Siderurgico Bresciano.

Il malcontento di lavoratori e sindacati

La terribile serie di incidenti mortali ha ovviamente sconvolto gli operai colleghi delle sfortunate vittime e messo in allerta i sindacati. Il commento del segretario generale Fim Cisl Stefano Olivari è arrivato poco dopo la tragedia che ha coinvolto Amos Turla alla Dolomite Franchi: “La tragedia di Marone, nella quale ha perso la vita un lavoratore, è la terza che colpisce il nostro territorio in poche settimane. La soluzione dev’essere ritrovata in un’azione di sistema, incentrata su prevenzione e formazione. Questi due aspetti devono essere rafforzati e coltivati dentro e fuori dalle fabbriche, coinvolgendo lavoratori, aziende e sindacati e non si limitino ad azioni spot. Oltre agli scioperi, crediamo infatti che il tema sicurezza debba essere affrontato in modo più dialettico e organico. In quest’ottica da settembre proporremo a Fiom Cgil e Uil Uilm che la discussione sul rinnovo del contratto nazionale metalmeccanici sia un’occasione per ribadire la centralità del tema sicurezza”.

Ivan Marra