Crimson Hexagon: nuovi scandali sulla privacy

violazione privacy

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Dal mondo dei social un nuovo scandalo riguardante la violazione della privacy di milioni di utenti. La recente questione che ha coinvolto l’azienda americana Crimson Hexagon sembra essere caratterizzata da aspetti tanto gravi quanto quelli inerenti alla già nota vicenda Cambridge Analytica.

Che cos’è Crimson Hexagon?

La Crimson Hexagon è una realtà imprenditoriale attiva da più di un decennio nel campo del web marketing. In particolar modo, essa si occupa di analizzare i trend del mercato online sfruttando strumenti all’avanguardia, come ad esempio le intelligenze artificiali, oppure ricorrendo alla cosiddetta analisi del sentiment sui social, ossia gli stati d’animo degli utenti e le loro reazioni di fronte a determinati eventi.

Il legame con Facebook

Il suo fondatore, il politologo Gary King, aveva raggiunto qualche mese fa un accordo con Mark Zuckerberg, il noto ideatore di Facebook, il quale, in virtù della risaputa serietà del suo interlocutore (Crimson Hexagon intrattiene da tempo infatti buoni rapporti con importanti organizzazioni politiche e no-profit, come ad esempio la Federal Emergency Management Agency), aveva deciso di avviare alcune indagini sulle reali potenzialità del mondo “social” in vista di grandi appuntamenti quali sono le elezioni politiche.

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Il sospetto di cui si sta parlando in questi giorni consiste nell’appropriazione indebita, da parte dell’azienda di Gary King, di una mole di dati di utenti Facebook superiore rispetto alla quantità prevista dagli accordi stipulati con il management del famoso social.  Ad aggravare la situazione, contribuisce inoltre la supposizione che la violazione possa aver riguardato anche altre note piattaforme come Twitter ed Instagram. Secondo il Wall Street Journal, tutti questi dati sarebbero stati illecitamente acquisiti dall’azienda di Boston nell’ambito di un’attività di spionaggio da parte di soggetti afferenti al mondo politico internazionale (si parla di un ente no profit russo e del governo turco). Nell’attesa che le autorità competenti facciano chiarezza sulla vicenda, allo stato attuale tutte le pagine Facebook di Crimson sono state chiuse.

Come rilevato dal Wall Street Journal, Facebook si è già attivato per comprendere se “i contratti della società di Analytics con il governo Usa e con una no-profit russa abbiano violato le policy della piattaforma”.

Il dubbio, tuttavia, resta e ci si domanda se possa trattarsi addirittura di spionaggio para-governativo.

In attesa di ulteriori chiarimenti, gli account Crimson Hexagon sono stati disabilitati. “Non permettiamo agli sviluppatori di creare strumenti di sorveglianza utilizzando informazioni tratte da Facebook o da Instagram (…) prendiamo seriamente queste accuse e abbiamo sospeso queste applicazioni finché investighiamo”.

Facebook, dopo il triste caso Cambridge Analytica, sta anche cercando di riappropriarsi del ruolo di difensore Privacy, di tutti i valori annessi e di una lotta alla disinformazione, portata avanti sia su Whatsapp sia su Facebook, che rappresenta solamente un primo aspetto.

Si cerca, infatti, di tutelare anche gli utenti più giovani e secondo alcune informazioni, la piattaforma starebbe cercando proprio di introdurre una modifica di regolamento, ovvero, d’ora in avanti, se un moderatore o amministratore di pagina o gruppo avrà dubbi sull’età di un utente potrà direttamente bloccarne il profilo.

Potrebbe, sicuramente, trattarsi di una valutazione sbagliata, ma per essere ammesso nuovamente nella pagina, l’utente dovrà munirsi di documento d’identità.

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