Dall’ISTAT grandi novità per il mondo del lavoro

istat istituto nazionale di statistica

Dall’ISTAT è giunta un’incredibile notizia che cambierà la nostra prospettiva sullo stato del mondo del lavoro in Italia.

Dagli ultimi dati nazionali ISTAT, Istituto Nazionale di Statistica, risulta che ad aprile il numero di occupati in Italia è arrivato a 23 milioni e 200 mila unità. Si tratta del valore più alto da quando è stato iniziato ad essere registrato l’andamento delle statistiche nel lontano 1977. Dunque, è stato superato di ben 23 mila occupati l’ultimo record risalente all’aprile di dieci anni fa.

Più nello specifico

Dal 1977 ad oggi molta acqua è passata sotto i ponti. È vero che il numero di impiegati è aumentato, ma è altrettanto vero che l’età media è cresciuta così come i contratti a tempo determinato fino a raggiungere negli ultimi mesi i 3 milioni. Attualmente, a lavoro, si contano dunque più persone anziane ma anche più donne. Queste ultime sono impiegate al 49,4%, cifra ancora lontana da quella degli uomini al 67,5%.

Situazione giovanile, come al solito, molto grave

I giovani, come sempre in questa Nazione, risultano essere il fanalino di coda del mondo del lavoro. Tra i ragazzi è stato riscontrato un aumento esponenziale della disoccupazione (33,1% rispetto a dicembre 2017). Situazione che pone il Bel Paese, nella retroguardia dell’Unione Europea insieme alla Spagna ed alla Grecia. Nonostante il quadro relativo alla fascia giovanile sia complicato, vi sono delle importanti differenziazioni da fare. Ad aprile sono un milione e 54 mila i ragazzi occupati tra i 15 e i 24 anni con un tasso di occupazione del 18%, superando così il massimo fino ad ora raggiunto nell’ottobre 2012. Tra i 25 e 34 anni il tasso è stato del 61,7%, con 4 milioni e 93 mila occupati.

Qual è il tipo di contratto vincente?

Gli indipendenti sono aumentati di 60 mila unità mentre i dipendenti a termine hanno raggiunto il record con 2 milioni e 973 mila, con una crescita stimata di 41 mila lavoratori. Calano, purtroppo, i permanenti con 37 mila unità in meno.  Ultimo dato che vogliamo qui ricordare, ma probabilmente risulta essere uno dei più importanti fin qui osservati, riguarda l’inattività riscontrata nel mese di aprile. Quest’ultima risulta essere scesa al 34,0%,  con un tasso del meno 0,2 % nei confronti del precedente mese di marzo.

La Redazione

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