Di Maio: il Governo Italiano dice no alla link tax

Di Maio sottolinea che il Governo Italiano si opporrà con ogni forza alla link tax, la nuova riforma UE che limita il libero diritto di pubblicazione in rete

Il neo Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, nonché vicepremier, Luigi Di Maio, si è dichiarato fortemente contrario alla link tax, la nuova riforma emessa dal Parlamento Europeo che si pone l’obiettivo di difendere il copyright attraverso il pagamento, appunto, di un’apposita tassa.

Il rifiuto della riforma europea

Secondo Di Maio, però, questa riforma rischierebbe di censurare la libertà di informazione, che da sempre è stata alla base del funzionamento di Internet. Il Ministro sottolinea la volontà del Governo Italiano di opporsi con ogni forza a questo provvedimento all’interno dello stesso Parlamento Europeo: nel caso in cui l’opposizione non dovesse andare a buon fine, l’Italia è pronta a rifiutarsi nel recepirla.

L’intervento di Di Maio all’Internet Day

Di Maio ha chiarito la posizione del Governo, rispetto all’introduzione della link tax, in occasione dell’Internet Day organizzato da Agi alla Camera e successivamente in un post pubblicato sul blog del M5S.

Il vicepremier ha ribadito che gli eurodeputati italiani, già nel Parlamento Europeo, hanno fatto di tutto per opporsi alla riforma, sulla quale l’Italia si pone in completo disaccordo.

Il rischio è quello di imbavagliare la rete la quale, invece, è sempre stata libera nell’espressione.

Che cosa prevede la link tax?

Secondo il primo articolo della riforma, con la link tax sarebbero soggetti a tassazione gli snippet, ovvero le poche righe di testo che compaiono sotto i link.

Invece, nel secondo articolo viene data la libertà a tutte le società, che si occupano dell’accesso alle grandi quantità di dati in rete, di controllare in anteprima tutti i contenuti che verranno caricati in un secondo momento.

In questo modo, si dà la possibilità a queste multinazionali, che come sottolinea Di Maio spesso non sono nemmeno europee, di decidere cosa pubblicare o meno nel nostro continente. Quindi, il rischio è la censura, cioè limitare il libero diritto di pubblicazione sul web. Da qui, il no secco del Governo Italiano a questa normativa, che nel caso in cui dovesse entrare effettivamente in vigore, si ipotizza di non recepire affatto nel nostro ordinamento.

Connessione ad Internet: diritto primario per tutti i cittadini

Sempre in occasione dell’Internet Day, Di Maio ha anche precisato che l’accesso alla rete è un diritto primario a cui dovrebbero avere libero accesso tutti i cittadini. Proprio per questo motivo, il Governo sta lavorando per individuare una possibile soluzione, che potrebbe anche essere quella di fornire, almeno per mezz’ora al giorno, la connessione gratuita. Il cambiamento, infatti, sempre secondo il vicepremier, passa necessariamente per la rete e non può essere più messo in attesa.

 

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