Facebook: multa da 10 milioni di euro

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Uso dei dati degli utenti a fini commerciali

Mala tempora currunt per il magnate Mark Elliot Zuckerberg: proprio lui, mister Facebook. Il re dei social network, a quanto pare, ha “giocato sporco” e ora deve fare i conti con le autorità. L’argomento è piuttosto sensibile: la privacy dei cittadini. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha appena sentenziato un’ammenda da 10 milioni di euro contro Facebook per utilizzo improprio dei dati degli utenti. Durante la fase di iscrizione, infatti, la sezione apposita del sito non spiega chiaramente a chi accede, inserendo informazioni personali, la finalità commerciale di queste ultime.

L’Antitrust italiano ha chiuso l’istruttoria, avviata nel mese di aprile 2018, nei confronti di Facebook Ireland Ltd. e della sua controllante Facebook Inc. per presunte violazioni del Codice del Consumo, irrogando alle società due sanzioni per complessivi 10 milioni di euro. Le trasgressioni contestate fanno riferimento agli articoli 21 e 22 e 24 e 25 del Codice del Consumo: ognuna di esse è stata punita, rispettivamente, con una multa da 5 milioni di euro.

Violazioni al GDPR

Facebook si farebbe gioco, dunque, del codice GDPR (Il regolamento generale sulla protezione dei dati), andando a ledere la privacy degli utenti. Il social network di Menlo Park (California) induce ingannevolmente gli utenti consumatori a registrarsi nella piattaforma, non informandoli adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell’account, dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti, e, più in generale, delle finalità remunerative che sottendono la fornitura del servizio di social network, enfatizzandone la sola gratuità. Così, le persone assumono una decisione di natura commerciale che diversamente non avrebbero preso (registrazione al social network e permanenza nel medesimo).

Insomma, la faccenda è tanto spinosa quanto chiara: Facebook ha abusato delle informazioni sensibili inserite nei profili per fini commerciali, senza il consenso esplicito dell’utente. Tra l’altro, fa notare l’Antitrust, la funzione di raccolta dei dati è attiva di default e la compagnia dissuade gli utilizzatori dalla disattivazione, prospettando limitazioni specifiche alle funzionalità della piattaforma.

Ammissione di colpa

La multa complessiva da dieci milioni di euro non è il solo provvedimento emesso nei confronti di Facebook. Al social network viene anche richiesto di pubblicare una rettifica delle dichiarazioni, sia sul sito che sulle app. Una vera e propria ammissione di colpevolezza, redatta direttamente dall’AGCM in conformità a quanto ascritto nel nuovo PDF di ammonimento ufficiale disponibile sul sito.