Famiglia non risarcita per morte del marito sul luogo di lavoro

Lucia Madini è madre di due bambine ma è anche la vedova di Massimo Bertasa, morto nel 2010 a causa di un incidente occorso sul luogo in cui lavorava.

I fatti

Massimo Bertasa era co-proprietario di una piccola azienda di autotrasporti. Il 9 novembre 2010, insieme a due suoi manovali, fu chiamato a svolgere una delicata committenza: il trasporto di un armadio contenente un server, del peso di un quintale. Nell’ambito di tale operazione, Bertasa avrebbe fatto caricare il mobile su un montacarichi. A questo punto, sono due le versioni relative all’incidente conseguente a tale atto. Da una parte, secondo un consulente presso il Pubblico Ministero, Nicola Balice, che giudicò l’accaduto, il montacarichi sarebbe precipitato nel vuoto a causa della sistemazione dell’armadio sul suo tetto da parte di uno dei due manovali, il quale, viste le ridotte dimensioni del sollevatore, non sarebbe successivamente sceso all’interno della sua cabina. Dall’altro, secondo i due operai sopravvissuti alla tragedia, il mobile fu collocato regolarmente nel montacarichi e solo in un secondo momento, a causa del rimbalzo provocato dalla caduta a grandissima velocità del sollevatore, sarebbe stato catapultato sul tetto insieme ad uno di loro. La ricostruzione della vicenda risulta particolarmente difficile ma, secondo il Pm Balice, Bertasa sarebbe stato comunque reo di aver svolto, o aver fatto svolgere ai suoi dipendenti, una manovra assolutamente rischiosa.

Le cause

Dopo la morte di Massimo, Lucia ha deciso di fare causa ai supposti responsabili dell’incidente occorso al padre dei suoi figli: ovvero ai committenti e ai manutentori.  La prima causa è stata dibattuta in sede penale e si è conclusa, nel 2012, con l’archiviazione del caso. Madini non sì è però arresa e ha deciso di spostare la causa in sede civile per ottenere giustizia per sé stessa e le sue due bambine. Nel secondo dibattimento giudiziario sono stati citati in giudizio la proprietà e il gestore dell’edificio, la committenza, l’appaltatrice e la subappaltatrice della manutenzione.

La terribile sentenza

Purtroppo per la famiglia Bertasa, la X Sezione Civile ha rigettato la causa, condannando Lucia Madini al pagamento di tutte le spese delle parti in causa per un totale complessivo di 200 mila euro.

L’appello

Anche se ha subito un duro colpo i Bertasa ricorreranno in appello, cercando sia di far valere in tribunale un video che contraddice la ricostruzione fatta dal perito di parte sia di dimostrare che il montacarichi non doveva esserci sul luogo dell’incidente perché non in possesso della necessaria verifica biennale.

 

 

 

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