Frodi creditizie: come tutelarsi senza violare le norme del GDPR

Frodi creditizie e GDPR

La cosiddetta FinTech, cioè l’utilizzo delle più sofisticate tecnologie dell’informazione per la fornitura di servizi e prodotti finanziari, è un fenomeno sempre più dilagante. Purtroppo, però, altrettanto sviluppati sono i cyber-reati economico finanziari ad essa collegati. Gli esperti del settore devono costantemente escogitare nuove soluzioni per far fronte al fenomeno delle frodi creditizie

Nel contesto appena descritto, il GDPR riveste un ruolo chiave, in quanto gli strumenti informatici adottati per garantire la sicurezza delle transazioni elettroniche devono necessariamente tener conto delle disposizioni (molto stringenti) contenute nel nuovo Regolamento europeo sulla privacy.

Binomio tra privacy e sicurezza

Nel mercato economico moderno un ruolo sempre più importante è riservato ai nuovi servizi finanziari che gli istituti di credito mettono a disposizione dei propri clienti. Al giorno d’oggi è sempre più semplice per i giovani rapportarsi con il mondo della finanza ed, in particolar modo, a quello del credito. Il moltiplicarsi di applicazioni e software che permettono di effettuare pagamenti, investimenti finanziari e addirittura accedere in modo semplice e veloce al credito ha notevolmente contribuito allo sviluppo di tale settore. Tuttavia, come già accennato in precedenza, anche il numero dei cyber-reati è in crescita: solo lo scorso anno, infatti, si sono registrate ben 26.600 frodi creditizie, di cui quasi il 10% è stato commesso da under 30, per una perdita stimata di circa 153 milioni di euro. Per evitare che questo nuovo sistema collassi è necessario poter identificare immediatamente chi delinque ed evitare così oltre i danni economici anche quelli legati alla reputazione dell’azienda che possono seriamente comprometterne l’immagine sia agli occhi dei propri clienti sia a quelli di eventuali partner commerciali. In questo contesto subentra la difficoltà di coordinare strumenti adeguati di protezione con le nuove norme sulla privacy introdotte dal GDPR.

Possibili soluzioni alle frodi creditizie

Come si può coniugare l’esigenza di sicurezza delle transazioni e allo stesso tempo garantire la protezione dei dati personali? Innanzitutto è necessario investire nel campo della privacy e della sicurezza. Gli istituti di credito italiani sembrano già fare i primi passi in questa direzione nel 2017, avendo investito oltre 300 milioni di euro per garantire ai propri clienti “operazioni” digitali più sicure. Tuttavia,  c’è ancora molto da fare, come ad esempio rafforzare gli attuali sistemi contro le frodi creditizie, incrementare i controlli sui software in uso per i servizi finanziari nonché, ai sensi di quanto disposto dal GDPR, adottare procedure privacy by design e operare le opportune valutazioni d’impatto. In tal senso, un ottimo investimento per le aziende sarebbe quello di affidarsi ad enti di consulenza ed assistenza, come PSB Consulting, che individuino le problematiche relative all’adeguamento al GDPR e offrano le soluzioni tecniche migliori.

Benedetta Greco

//]]>