GDPR, com’è cambiato il mondo del lavoro?

L'impatto del GDPR sul mondo del lavoro, a detta degli stessi lavoratori

500 lavoratori italiani rispondono ad un’indagine sul modo in cui il GDPR abbia influito sul mondo del lavoro

 Del GDPR abbiamo seguito nel dettaglio la genesi e l’introduzione nel mondo del lavoro. È interessante ora, dopo i primi mesi di adattamento alle nuove normative, vedere come l’arrivo del GDPR abbia cambiato la vita dei lavoratori e il loro approccio alla routine lavorativa. Di ciò si è occupata Citrix Italia, che ha commissionato a OnePoll un’indagine su un campione di 500 lavoratori italiani. Vediamo, dunque, cosa è saltato fuori da questo resoconto.

Il GDPR e le nuove abitudini

È un dato, in particolare, a darci una visione generale piuttosto chiara sull’influenza del GDPR: sul campione di lavoratori coinvolto nell’indagine, un buon 73% afferma di aver cambiato il proprio modo di lavorare per adeguarsi alle nuove regole. Un impatto non da poco, dunque: ben 4 operatori su 10, d’altronde, dichiarano di trovarsi, ad oggi, a gestire un numero maggiore di processi, così come un lavoratore su 3 afferma di dover utilizzare un maggior numero di strumenti.

Come si comportano le aziende italiane?

La cronaca parla di ritardi in buona parte delle aziende del nostro Paese nell’attuare gli accorgimenti richiesti dal GDPR; eppure, ben due terzi degli operatori chiamati in causa si dichiarano convinti che, addirittura, la loro azienda abbia anticipato i tempi rispetto all’introduzione della normativa. Ciò, però, esula dalla qualità dell’impegno: solo il 40% dei lavoratori, infatti, crede che la propria azienda abbia adottato tutte le misure adeguate alla protezione dei dati, mentre il 38% è convinto di garantire una protezione adeguata più grazie alle proprie abilità che ai mezzi messi a disposizione dall’azienda.

Come viene percepito il GDPR?

L’ultima parte dell’indagine sposta l’attenzione su quale sia la percezione che i lavoratori hanno della nuova normativa. Cos’è il GDPR? I lavoratori ne sanno a sufficienza e, soprattutto, lo ritengono utile? Alla prima domanda la risposta sembra essere positiva: il 70% del campione si ritiene, infatti, ben informato sulle regole introdotte negli ultimi mesi. Sul secondo quesito sorge invece un’ombra di conflitto d’interessi: il 43,24% dei lavoratori pensa infatti che il GDPR costituisca un limite per la propria azienda, mentre l’80% dello stesso campione lo reputa una cosa utile rispondendo da semplice cittadino. Questa, dunque, la prima panoramica generale su quanto sia stato profondo il primo impatto del GDPR sul mondo del lavoro in Italia. Vedremo, nei tempi a venire, come evolveranno i pareri dei lavoratori.

Ivan Marra

//]]>