Il contenuto dell’ordinanza n. 16026 della Cassazione

Un'ordinanza della Cassazione sulla sicurezza sul lavoro

L’ordinanza n. 16026, emessa in data 18 giugno 2018 dalla Corte di Cassazione, ha stabilito che nei casi di incidenti dovuti a negligenza, imprudenza e imperizia la responsabilità sarà a carico dei datori di lavoro

Secondo i dettami sanciti dal D. Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza Lavoro), uno degli obblighi che ogni datore di lavoro è tenuto a rispettare è di garantire ottimali condizioni di sicurezza che evitino ai propri dipendenti incidenti ed infortuni. A rinvigorire tale normativa è intervenuta lo scorso 18 giugno la Corte di Cassazione la quale con l’ordinanza n. 16026 ha sancito un’inversione di responsabilità laddove si verifichino sinistri causati da negligenza, imprudenza e imperizia: non più a carico del lavoratore, bensì del suo datore.

Le fonti normative considerate dalla Cassazione

Il parere espresso dalla Corte di Cassazione non è di certo frutto di improvvisazione ma di uno studio approfondito del Codice Civile del nostro ordinamento giuridico. In particolar modo, l’articolo 2087 stabilisce chiaramente che ogni imprenditore, nell’espletamento della sua attività, deve porre in essere condizioni che tutelino “l’integrità fisica e la personalità morale” dei propri dipendenti, tenendo ovviamente conto della “particolarità del lavoro, dell’esperienza e della tecnica”.

Un’altra fonte giuridica alla quale la Cassazione ha fatto ricorso per l’emanazione dell’ordinanza del 18 giugno è rappresentata dagli articoli 37 e 41 della Costituzione italiana. Secondo i contenuti in essi riportati, il datore deve garantire sempre condizioni di lavoro sicuro affinché si possano prevenire eventuali infortuni durante lo svolgimento delle prestazioni.

Datore di lavoro: obblighi per i casi di infortunio del lavoratore

La più attuale giurisprudenza, come indicato precedentemente, ha decretato che il datore di lavoro debba adoperare la tecnologia migliore per salvaguardare integrità morale e fisica dei propri lavoratori. L’obbligo deve essere compiuto necessariamente e nel migliore dei modi inserendo nella gestione di azienda anche i dispositivi di sicurezza individuati dalla legislazione speciale e quelli indicati dalle regole di diligenza, prudenza e di osservanza delle norme tecniche.

Responsabilità del datore di lavoro

Ma quali sono i limiti di responsabilità del datore di lavoro? Il datore di lavoro deve rispondere di ogni evento nocivo nel contesto in cui opera?
La risposta è no. Difatti, secondo giurisprudenza, il datore di lavoro non può risultare automaticamente colpevole per ogni infortunio di un proprio dipendente.

Al di là di quanto affermato dalla recente sentenza della Cassazione, vi sono alcuni casi, infatti, nei quali il datore di lavoro è esente da ogni responsabilità giudiziaria:

  • Quando il dipendente ha una condotta dolosa;
  • Nel caso in cui l’incidente avvenga a causa di un’azione volontaria del dipendente, svincolata dal contesto lavorativo, eseguita per esigenze esclusivamente personali (il cosiddetto rischio elettivo);
  • Se il dipendente agisce al di fuori delle disposizioni impartite dal datore di lavoro.

In tutti questi casi sarà compito del datore di lavoro dimostrare di avere impiegato tutte le misure dirette ad evitare il verificarsi dell’incidente (come è stabilito in Cass., Sez. lav., 30 luglio 2004, n. 14663).

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