Il GDPR vale anche per i Testimoni di Geova

Testimoni di Geova e GDPR

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che le norme imposte dal GDPR dovranno obbligatoriamente essere rispettate anche dai Testimoni di Geova

Il 10 luglio 2018 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha sentenziato ufficialmente che con il GDPR, il Regolamento Europeo 679/2016, anche i Testimoni di Geova dovranno rispettare la nuova normativa sulla privacy.

I testimoni di Geova e la privacy

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha sottolineato che anche per i Testimoni di Geova varrà inesorabilmente l’obbligo di tutelare la privacy dei dati sensibili delle persone, esattamente come stanno facendo tutti coloro che gestiscono dati di questo tipo, tra cui anche le famose piattaforme social, Google e Facebook.

I Testimoni di Geova sono un movimento religioso, che fa parte del Cristianesimo, nato nell’800 negli Stati Uniti d’America e che conta, secondo quanto riportato dalla comunità stessa, ad oggi 8 milioni di seguaci in tutto il mondo. Questo movimento è molto conosciuto e famoso per la sua attività di evangelizzazione e diffusione del credo porta a porta e per la sua decisione di non ricevere, neanche in caso di rischio di morte, nessun tipo di trasfusione di sangue.

Le prime decisioni della Finlandia

Già nel 2013 la Finlandia aveva legiferato sulle attività dei Testimoni di Geova vietando la raccolta dei dati personali durante le loro attività di predicazione porta a porta in quanto questa consuetudine era stata considerata assolutamente illegale per il rispetto della privacy. L’attività, infatti, poteva essere mantenuta solo se avveniva in maniera conforme ai requisiti di legge.

Le motivazioni alla base di questa decisione

Le ragioni che hanno spinto la Corte di Giustizia dell’Unione Europea a legiferare sulla questione sono diverse: innanzitutto, va considerato che nella loro attività di divulgazione del proprio credo i Testimoni di Geova tendono ad appuntarsi diverse e molteplici informazioni, che sono a tutti gli effetti dati personali.

Il gruppo si è difeso sostenendo che, essendo il credo religioso una scelta personale, di conseguenza anche le annotazioni prese in condizioni di questo tipo sono esclusivamente private.

Ma la Corte di Giustizia dell’Unione Europea non la pensa in questo modo dal momento che considera la predicazione un ambito in cui vige, nella maniera più assoluta, il diritto della protezione dei dati personali.

La responsabilità dei dati personali

Inoltre, la Corte ha tenuto a sottolineare che nel caso dei Testimoni di Geova il responsabile al trattamento dei dati personali è la specifica comunità che si occupa dell’attività porta a porta, non per forza la comunità integrale.

Il GDPR anche per i Testimoni di Geova

Quindi, in base a quanto sentenziato dalla Corte, i Testimoni di Geova dovranno pienamente rispettare la normativa del GDPR per la tutela dei dati personali. In questo modo, le informazioni dei cittadini dell’Unione Europea verranno tutelate anche sotto questo punto di vista. Nessun dato, infatti, in base a quanto previsto dal GDPR, potrà essere usato o raccolto senza l’esplicita autorizzazione dei soggetti coinvolti.

 

 

 

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