Infortuni sul lavoro: la norma spiegata in semplici passi

infortuni sul lavoro

Cosa prevede esattamente la norma che affronta il tema degli infortuni sul luogo di lavoro? Facciamo un po’ di chiarezza a riguardo

L’Italia è tra i paesi europei col più alto tasso di infortuni sul luogo di lavoro. È giusto sottolineare, in ogni caso, i grandi passi avanti che la nostra legislatura sta portando a termine in questa materia, a tutela dei lavoratori. Ma cosa prevede esattamente la norma concernente gli infortuni sul lavoro?

La nozione legale di infortunio sul lavoro, presume un fatto avvenuto per causa violenta, in occasione di lavoro, a cui segua la morte o l’inabilità permanente (assoluta o parziale) al lavoro, diversa dall’inabilità temporanea assoluta che prevede l’astensione dal lavoro per più di 3 giorni, seguita dal ritorno alle attività lavorative.

Per capire completamente questa definizione, la smembreremo in più parti, analizzando ogni singolo aspetto del caso.

Causa Violenta

Per causa violenta, si intende una forza estranea che va a danneggiare in modo rapido ed efficiente il lavoratore (un oggetto che colpisce un funzionario, o anche un evento traumatico con effetti patologici postumi). La causa violenta va inoltre a distinguere l’infortunio sul lavoro, caratterizzato da rapidità e danni fisici permanenti, dalla malattia professionale, che ha invece un’origine lenta e progressiva.

incidenti sul lavoro
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Occasione di lavoro

Per occasione di lavoro si intende il verificarsi di un episodio di natura lavorativa. Risulta quindi fondamentale che sussista un rapporto di causa effetto tra l’attività lavorativa del soggetto e l’evento traumatico.

È chiaro che, il datore di lavoro, sarà responsabile nel caso in cui un lavoratore edile venga colpito da materiali durante l’attività lavorativa. Se, invece, l’operaio in questione, subisse un infortunio durante un’attività svolta nel suo tempo libero (una caduta durante una partita di calcetto) ciò non rientrerebbe nella categoria degli infortuni lavorativi, mancando il contesto lavoro.

Ad ogni modo, l’occasione di lavoro è soggetta ad ampie interpretazioni: un barista aggredito da un cliente (escludendo motivi extra lavorativi) rientra negli infortuni sul lavoro; così come, l’essere vittima di un incidente mentre ci si reca sul luogo di lavoro.

Inabilità al lavoro

La lesione prodotta sul lavoratore è l’ultimo degli elementi che costituiscono l’infortunio di lavoro. Il danno deve essere tale da causare un’inabilità, e quindi una impossibilità al lavoro.

 

 

Nella definizione sopra riportata, si parlava di una inabilità permanente, ovvero il verificarsi di una condizione che impedisce definitivamente al soggetto l’attività lavorativa. Essa si divide in parziale e assoluta, termini che vanno a definire l’entità del danno provocato. Una inabilità permanente parziale si può ricondurre, ad esempio, alla perdita di un dito da parte di un operaio, che gli impedisce di svolgere una specifica mansione. Una invalidità permanente assoluta, indica, invece, la totale impossibilità di svolgere una qualsiasi attività lavorativa, causa, ad esempio, una grave invalidità provocata dal contesto lavorativo.

Abbiamo, infine, l’inabilità temporanea assoluta, con prognosi superiore ai 3 giorni, che prevede però un ritorno a lavoro preceduto da un pronto recupero psicofisico ( è il caso, ad esempio, di una ferita superficiale, guaribile nei giorni prescritti).

Davide Gabriele Bianco