Dal 1° luglio 2018 aumento dell’1,9% le sanzioni in merito alla sicurezza sul lavoro

ministero del lavoro a roma

Le sanzioni in merito a salute, igiene e sicurezza sul lavoro aumenteranno dell’1,9%, secondo quanto imposto dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro

Come abbiamo già scritto in precedenza (https://www.psbconsulting.it/aumentano-le-sanzioni-per-chi-non-rispetta-la-sicurezza-sul-lavoro/) il decreto direttoriale n.12 del 6 giugno 2018 concerne la “Rivalutazione sanzioni concernenti violazioni in materia di salute e sicurezza”. Esso è stato concepito in merito alle ammende sulle contravvenzioni per le misure adottate sulla salute, l’igiene e la sicurezza sul lavoro.

Ciò significa che le sanzioni amministrative previste nel D. lgs. n. 81/2000, nel caso della mancanza del rispetto delle norme imposte su queste misure, verranno, dunque, rivalutate dal 1° luglio 2013 con un’aggiunta dell’1,9%.

Sicurezza sul lavoro: le rivalutazioni ogni 5 anni

“Le ammende previste con riferimento alle contravvenzioni in materia di igiene salute e sicurezza sul lavoro e le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente decreto nonché da atti aventi forza di legge sono rivalutate ogni cinque anni con decreto del direttore generale della direzione generale per l’attività ispettiva del ministero del lavoro e delle politiche sociali, in misura pari all’indice Istat dei prezzi al consumo previo arrotondamento delle cifre al decimale superiore”. È questo quanto esposto nell’art 306 del T.U., comma 4-bis.

Nella stessa norma veniva, inoltre, aggiunto che le rivalutazioni sarebbero avvenute ogni 5 anni con un decreto dittatoriale, a partire dal 1° luglio 2013.

Le sanzioni a partire dal 1° luglio 2018

Il Ministero del Lavoro ha stabilito che sarà l’Ispettorato Nazionale del Lavoro l’organo statale che si occuperà delle rivalutazioni in merito a queste sanzioni in una nota resa pubblica il 19 aprile.

Per questo motivo, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha deliberato che a partire dal 1° luglio di quest’anno le sanzioni per la mancanza degli adempiti in materia aumenteranno dell’1,9%.

Per capire meglio partiamo da un esempio: nel caso in cui un datore di lavoro dovesse dimenticare di effettuare la valutazione dei rischi oppure omettere di nominare il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) fino al 30 giugno si può incorrere in un’ammenda che va da € 2.740 a € 7.014,40; dal 1° luglio in poi, invece, per gli stessi inadempimenti, le ammende andranno da € 2.792,06 a € 7.147,67.

L’aumento non coinvolgerà le violazioni accertate prima del 1° luglio

È bene sottolineare che gli aumenti non coinvolgeranno anche le violazioni accertate prima del 1° luglio 2018, ma solo quelle commesse da quella data in poi.

Tali importi, inoltre, riguarderanno tutte le violazioni commesse dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2023.

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