Morti bianche nel napoletano: operaio precipita da un tetto

incidente sul lavoro presso una scuola di Marano (NA).

Ancora vittime del lavoro: una tragedia che non accenna a concludersi e che, anzi, data la frequenza degli incidenti, spinge ad affermare che quella delle morti bianche sia una piaga che squarcia l’intero Paese. Da un capo all’altro

L’ultimo caso a Marano

Giusto ieri, 15 novembre, si è consumato l’ultimo dramma a Marano, in provincia di Napoli: un operaio è morto mentre lavorava sul tetto della scuola elementare Ranucci. L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, nell’ambito dei lavori generali di ristrutturazione all’istituto, era incaricato di spargere guaina sul tetto, ma (non si sa per quale ragione) ha perso l’equilibrio ed è caduto sull’asfalto perdendo la vita. Sono accorsi subito sul posto i carabinieri della Compagnia di Marano, diretti da Gabriele Lo Conte, e il neo sindaco Rodolfo Visconti. La vittima dell’incidente è Mebarki Abdel Karim, 55enne di origine algerine. Residente a Pozzuoli e sposato con un’italiana, l’uomo lavorava in nero per una ditta che si occupa, per conto del comune di Marano, di manutenzioni scolastica.

Napoli maglia nera

Tra le città italiane, Napoli è senz’altro una delle più insanguinate, per quel che riguarda i morti sul lavoro. Lo scorso 5 settembre, per esempio, in via Terracina (quartiere Fuorigrotta), un operaio impegnato in lavori di manutenzione in una scuola si sarebbe sentito male mentre si trovava nella vasca interrata del vano ascensore.  Purtroppo, l’uomo è arrivato senza vita all’Ospedale San Paolo. In questo caso, come nel precedente, parliamo di mariti e padri che lasciano intere famiglie allo sbando.

Piaga nazionale

Come accennato, quello delle morti bianche è un fenomeno che affligge non solo la regione Campania, ma il Paese intero. Lo scorso 13 novembre a Taranto due operai sono morti a seguito della caduta dal cestello di un elevatore, il cui braccio meccanico si è improvvisamente rotto. Le vittime non sono padre e figlio, come era stato detto in un primo momento: si tratta di Giovanni Palmisano, amministratore della ditta Gioedil di Locorotondo (Bari) e Angelo D’Aversa, 64 anni, di Statte (Taranto). Entrambi sono precipitati al suolo riportando gravissimi traumi. I due lavoratori non indossavano il casco né la cintura di sicurezza.

Casi anche al centro-nord

Le morti bianche, purtroppo, non risparmiano il centro-nord Italia: il 18 ottobre un operaio è morto e due sono rimasti feriti, uno in modo grave, in un cantiere edile a Scandicci (Firenze). Gli operai sono stati travolti e schiacciati da una parete in una casa colonica in fase di ristrutturazione sulla via Pisana.

 

Giovanni Luca Montanino

//]]>