Morti bianche: una piaga sociale, da nord a sud

Ancora morti sul lavoro: un fiume rosso che non si arresta, insanguinando il Paese intero, da Nord a Sud. Gli ultimi due, tragici casi a Cremona e a Pompei

Lunedì 26 novembre un operaio di una ditta specializzata nella manutenzione dei tetti è morto in un incidente sul lavoro. Stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti, l’uomo stava operando in prossimità dell’acciaieria di via Acquaviva, a Cremona ed è precipitato da diversi metri riportando gravi lesioni. A nulla sono serviti i soccorsi, seppur tempestivi: l’uomo è deceduto poco dopo il ricovero all’ospedale Maggiore di Cremona. Rese note le generalità della vittima: Ivano Cattadori, 54 anni, di Malagnino, dipendente dell’azienda Cremona Gronde. I sindacati Uil e Ugl hanno espresso il proprio cordoglio per quanto accaduto. In particolare, Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, ha dichiarato: «Esprimo solidarietà alla famiglia dell’operaio che ha perso la vita stamane, non si può continuare a morire con questa facilità agghiacciante nei luoghi di lavoro. Bisogna spingere sulla formazione, affinché i dipendenti comprendano l’importanza delle misure di sicurezza, soprattutto quando si tratta di mansioni pericolose».

A Cremona come a Napoli

Come accennato, la piaga delle morti bianche unisce drammaticamente il Paese intero. Un giorno prima del caso di Cremona, infatti, un operaio è morto a Pompei dopo un mese di agonia. Raffaele Bracciano, operaio di 57 anni originario di Caserta, aveva subito un incidente sul lavoro a Pompei, dove stava eseguendo interventi per la realizzazione di un punto di raccolta delle acque piovane nei pressi di un distributore di benzina in via Plinio. Per cause ancora da accertare, Bracciano cadde a testa in giù in un pozzo. Soccorso tempestivamente dal 118, il 57enne fu trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, ma le sue condizioni apparvero subito disperate.

Le indagini

Domenica 25 novembre, dopo un mese di agonia, purtroppo Raffaele Bracciano è deceduto. Sull’accaduto indagano gli agenti del commissariato di Pompei della Polizia di Stato. A oggi per l’incidente e la morte del 57enne sono indagate tre persone: il titolare della ditta, originario del Casertano, il direttore dei lavori, residente a San Giorgio a Cremano e il gestore dell’area, un uomo di Pompei. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo.

Giovanni Luca Montanino

 

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