Morti sul lavoro: + 9,4% rispetto al 2017

Aumento delle morti sul lavoro in Italia nel 2018

Il numero delle morti sul lavoro e degli infortuni registrati nel nostro Paese è in netto aumento rispetto allo scorso anno. L’INAIL ha pubblicato i dati provvisori relativi alle denunce presentate nel corso dei primi dieci mesi del 2018

Sul portale dell’Istituto, nella sezione “Open data”, è possibile facilmente consultare i dati relativi alle denunce presentate dai lavoratori. Tra gennaio e ottobre, infatti, sono state presentate 534.606 denunce di infortunio, circa lo 0,2% in più rispetto al 2017. Per quanto riguarda, invece, gli incidenti mortali i dati sono ancora più allarmanti. Nei primi dieci mesi dell’anno, infatti, ci sono stati 945 decessi, il 9,4% in più rispetto allo scorso anno.

Cosa si riscontra dai dati pubblicati dall’INAIL  

Aumentano i casi di infortunio al Nord. Tra le regioni che hanno registrato il maggior numero di denunce ci sono: la Provincia Autonoma di Bolzano (+5,5%) e il Friuli Venezia Giulia (+4,3%). Anche al Sud c’è un lieve aumento, circa lo 0,2%; invece, diminuiscono gli infortuni al Centro e nelle Isole (rispettivamente del 1,5% e 2,3%), con la sola eccezione del Molise in cui si registra un incremento del 3,9%. Inoltre, dati positivi giungono anche da Valle d’Aosta ed Abruzzo, regioni in cui il calo degli infortuni è del 3,8%, e dalla Provincia Autonoma di Trento in cui il decremento è del 8,8%.

Una finestra sul mondo del lavoro nel nostro Paese

I dati pubblicati dall’INAIL generano profondo rammarico per le tante morti sul lavoro e per i tanti incidenti avvenuti in questi mesi. Il Presidente Nazionale dell’Associazione Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL), Franco Bettoni, ha dichiarato: “Questi sono numeri che ci impongono di rivolgere il massimo impegno alla diffusione della cultura della sicurezza e alla formazione professionale, soprattutto ai giovani e ai meno giovani ma non dovrebbe trattarsi di una formazione meramente normativa, quanto piuttosto di una formazione con un approccio metodologico nuovo, basato su un’analisi innovativa del rischio e sul valore e l’efficacia della testimonianza, cioè del racconto diretto di una persona che ha subìto un infortunio. I numeri mostrano chiaramente che se, da un lato, sono i giovani a pagare il prezzo della precarietà e dell’incertezza, dall’altro sono i lavoratori più anziani a sopportare il peso di condizioni di lavoro spesso logoranti”.

Benedetta Greco

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