Morti sul lavoro: male i primi mesi del 2019

Sicurezza sul lavoro

Sicurezza sul lavoro

In Italia la sicurezza sul lavoro continua ad essere una questione irrisolta: ben 82 morti sul lavoro solo nei primi due mesi del 2019

Nonostante le numerose discussioni e le tante direttive sulle misure da adottare, la questione sicurezza sul lavoro in Italia continua ad essere una nota piuttosto dolente. I primi mesi del 2019, infatti, nonostante l’ottimismo iniziale, hanno riportato risultati pessimi per quanto riguarda i decessi e, più in generale, gli incidenti sul posto di lavoro. I numeri sono chiari: le misure di sicurezza adottate in Italia sono, evidentemente, ancora insufficienti e/o non adeguatamente rispettate da datori di lavoro e lavoratori stessi.

Più di un morto al giorno nei primi due mesi

I dati sono terribili: nei primi 59 giorni del 2019, quindi i mesi di gennaio e febbraio dell’anno in corso, sono stati registrati 82 decessi sul lavoro (escludendo dalle stime quelli avvenuti durante il tragitto tra la casa ed il posto di lavoro). Numeri che fanno rabbrividire: si parla, praticamente, di più di un morto al giorno solo nei primi due mesi dell’anno.

I numeri non migliorano se si guarda anche agli incidenti non mortali: ben 86mila incidenti avvenuti durante il lavoro tra gennaio e febbraio 2019. I dati, fatti circolare da Wired in occasione della giornata nazionale per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro, parlano dunque di un’Italia in piena emergenza e che sembra, ancora, non riuscire a prendere le contromisure adatte alla situazione.

Le fasce più colpite

Dando uno sguardo ai dati, dunque, si nota che la fascia d’età più colpita è quella compresa tra i 45 ed i 54 anni, che conta qualcosa come 18mila incidenti, sempre nell’arco temporale preso in esame finora. Allarmante anche il dato riguardante i lavoratori in età pensionabile: ben 2mila i lavoratori coinvolti in incidenti con un’età pari o superiore ai 65 anni. Impari anche il confronto tra i sessi: ad essere maggiormente colpiti sono gli uomini (55mila casi) più che le donne (circa 30mila casi). La gran parte degli incidenti riguardano, poco sorprendentemente, il settore manifatturiero, che conta 10mila casi di incidenti avvenuti nell’arco di 2019 preso in esame.

Come fare?

Le soluzioni sono, probabilmente, sotto gli occhi di tutti. La legge italiana prevede una serie di misure di sicurezza che sembrano adeguate a prevenire ogni situazione spiacevole, ma che sempre meno frequentemente vengono attuate. Ciò che serve, dunque, è una grossa presa di coscienza da parte sì dei datori di lavoro, spesso volti a guardare più al risparmio che alla sicurezza dei propri dipendenti, che dei lavoratori stessi, troppo spesso eccessivamente propensi ad accettare misure di sicurezza inferiori al dovuto per necessità o semplice negligenza.

I numeri raccolti, comunque, restano piuttosto preoccupanti e necessitano di una repentina quanto decisa inversione: le cifre riportate, ricordiamolo, riguardano soltanto i primi due mesi del 2019. Se il trend dovesse continuare ad essere questo non osiamo immaginare di fronte a cosa potremmo trovarci entro la fine dell’anno.

Ivan Marra