Morti sul lavoro: tragedie a Marano e Rivalta

sicurezza sul lavoro

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Due operai, di 32 e 35 anni, sono morti durante il loro orario di lavoro rispettivamente a Marano e Rivalta

Ancora una morte sul lavoro, stavolta nel comune di Marano, in provincia di Napoli. A rimetterci la vita, stavolta è stato un operaio di 32 anni, marito e padre di famiglia, che in quel momento si trovava al lavoro proprio con l’autocompattatore che, non è ancora chiaro per quale motivo, ha finito con il travolgerlo e schiacciarlo sotto il suo peso. A Rivalta, invece, un lavoratore 35enne ha perso la vita in un incidente inquietantemente identico, travolto da un mezzo in manovra.

Marano, condizioni poco chiare

I soccorsi sono stati chiamati immediatamente, ma per l’operaio non c’è stato nulla da fare: il suo caso è sembrato subito senza speranza, e i soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. L’indicente è occorso in via Sconditi, a Marano, immediatamente chiusa per permettere alle forze dell’ordine di portare avanti tutte le indagini del caso. L’uomo era dipendente della Tekra, azienda che da due anni si occupa dello smaltimento di rifiuti nel comune del napoletano. La Tekra ha sede ad Angri e non ha ancora rilasciato dichiarazioni sull’accaduto. I carabinieri, intanto, stanno cercando di raccogliere testimonianze sull’incidente, per capirne le dinamiche ad oggi ancora oscure.

Rivalta, tragedia all’Interporto

L’Interporto di Rivalta Scaria è stato il teatro della seconda tragedia che ci tocca raccontare. Un operaio di 35 anni è stato travolto da un mezzo durante le operazioni di manovra. Anche in questo caso c’è stato davvero poco da fare: immediatamente trasportato al vicino ospedale di Alessandria, l’uomo si è presentato in condizioni a dir poco disperate e non è stato possibile far nulla di concreto per salvarlo. All’Interporto, intanto, sono giunte ovviamente anche le forze dell’ordine, che stanno tentando di ricostruire le dinamiche dell’incidente; insieme a loro è presente anche il personale dello Spresal, il servizio di sicurezza Asl per i luoghi di lavoro.

Bollettino di guerra

Questa prima metà di 2019 somiglia, sul fronte incidenti sul lavoro, sempre più ad un preoccupante bollettino di guerra. Gli infortuni, anche mortali, continuano ad aumentare e le proiezioni sono, quindi, tutt’altro che positive. Tutto ciò, oltre che ad un’innegabile dose di sfortuna che può sicuramente giocare un ruolo decisivo in qualche caso, non può che essere imputato ad una presa di coscienza sulle norme di sicurezza che ancora tarda ad arrivare. A dover essere chiamati in causa sulla questione sono sì i datori di lavoro ma, spesso, anche i lavoratori stessi, inconsapevoli dei loro diritti o troppo disposti a soprassedere.

La legge italiana prevede norme piuttosto severe da rispettare sull’argomento, ma sempre più spesso sembra che queste vengano viste come optional. La speranza, dunque, è che questa sempre più preoccupante sequela di morti ed infortuni gravi possa smuovere qualche coscienza e spingere chi di dovere a prestare la dovuta attenzione alla sicurezza dei lavoratori, qualunque sia il posto di lavoro interessato.

Ivan Marra