Nuove imprese a tasso zero per la ripartenza di donne e giovani

Nuove imprese a tasso zero

Contributi a fondo perduto per sostenere l’imprenditorialità giovanile e femminile in tutta Italia

Nuove imprese a tasso zero nasce allo scopo di incentivare una nuova imprenditorialità italiana, tramite la realizzazione di micro e piccole imprese, a prevalente o totale partecipazione femminile o giovanile. Il sostegno allo sviluppo passa anche attraverso migliori condizioni per accedere al credito.

La domanda, dal 19 maggio 2021, contiene i nuovi criteri richiesti. 

A chi sono indirizzati questi contributi?

Possono presentare domanda di finanziamento tutte quelle imprese costituite entro i 5 anni precedenti, con modalità e regole differenti a seconda che si tratti di imprese costituite da non più di 3 anni o da almeno 3 e da non più di 5 anni.

Le aziende possono richiedere il finanziamento per realizzare nuove iniziative o ampliare, trasformare e diversificare attività già esistenti. La copertura delle spese ammissibili può arrivare ad un massimo del 90%, rimborsabili in 10 anni. 

Il finanziamento

Il fondo perduto è introdotto in combinazione con il rimborso agevolato, sempre nei limiti dei fondi messe a disposizioni (al netto dell’IVA). 

Le imprese costituite da non più di 3 anni possono presentare progetti di investimento fino ad un milione e mezzo di euro per la realizzazione di nuove iniziative o nello sviluppo di attività già esistenti nei campi dei servizi, del turismo, del manifatturiero e del commercio.

Le imprese costituite da almeno 3 anni e da non più di 5, possono invece presentare progetti che prevedono spese per investimenti fino a 3 milioni di euro per la realizzazione di nuove iniziative o per l’ampliamento, la diversificazione e la trasformazione di attività già esistenti, nei settori del turismo, del manifatturiero, del commercio e dei servizi.

Le spese ammesse in Nuove imprese a tasso zero

Sono ammissibili alle agevolazioni le iniziative che prevedano programmi di investimento, realizzabili in tutta Italia nei settori elencati di seguito:

  • Produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli, ivi inclusi quelli riguardanti all’innovazione sociale, intesa come produzione di beni che realizzano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali, anche tramite innovative soluzioni;
  • Fornitura di servizi alle persone e /o alle aziende (ivi compresi quelli riguardanti l’innovazione sociale);
  • Commercio di servizi e beni;
  • Turismo, ivi incluse le attività turistico-culturali finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché le attività volte a migliorare i servizi per l’accoglienza e la ricettività.

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