Conte: Parole coraggiose sulla sicurezza informatica (e il GDPR)

GDPR Privacy e sicurezza

Giuseppe Conte, durante il dibattito al Senato per la fiducia, ha espresso opinioni molto forti (e condivisibili) sulla sicurezza informatica, frutto anche della nuova normativa europea GDPR 679\2016.

Finalmente, dopo diversi mesi di incertezze, abbiamo un Governo. L’ultimo scoglio da superare per Giuseppe Conte, nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri, è stato l’ottenimento della fiducia al Senato. Come successo anche alla Camera, Conte ha dovuto illustrare al prestigioso consesso gli obiettivi del nuovo Governo. Durante il suo intervento il neo Presidente ha esposto il pensiero del suo Governo in materia di GDPR,  Internet e di sicurezza informatica.

Internet: un diritto fondamentale!

Conte: “L’accesso a Internet va assicurato a tutti i cittadini in quanto diritto fondamentale e precondizione dell’effettivo esercizio dei diritti democratici, ai sensi del secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione. Occorre però assicurare un elevato livello di protezione dei dati personali, in quanto sussiste un circolo virtuoso tra tutela dei diritti, uso della rete, inclusione sociale e crescita economica”.  Questa parte del discorso potrebbe essere stata influenzata dal Movimento 5 Stelle che, come si sa, ha utilizzato Internet, in campo politico, in maniera innovativa.

L’accenno (nascosto) al GDPR

Giuseppe Conte ha continuato il discorso con un accorato appello all’importanza di Internet nel mondo di domani e nella sicurezza informatica senza la quale non vi potrà mai essere una Rete telematica per tutti: “La società del domani – dice – sarà sempre più caratterizzata da Internet: uno spazio pubblico infinito che facilita la produzione e l’accesso alla conoscenza, crea opportunità di innovazione, riduce la distanza tra i cittadini e i luoghi della democrazia e aumenta la trasparenza dei processi decisionali. Siamo però consapevoli che la direzione verso cui questo progresso tecnologico si sviluppa non è neutra. Dobbiamo rafforzare alcune garanzie, giuridiche e istituzionali, in modo da consentire la definitiva affermazione della cittadinanza digitale”.

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