Più sicurezza nell’utilizzo dei dati personali

Le informazioni raccolte dalle aziende di servizi appartengono alla persona

Dopo lo scandalo Cambridge Analytica che ha coinvolto Facebook, il social network più utilizzato al mondo, ci si è accorti del bisogno di trovare il giusto equilibrio tra la moltitudine di informazioni raccolte dalle industrie, l’uso che se ne fa e il diritto fondamentale degli individui alla protezione della privacy.

I dati degli utenti, nell’era della digital economy, stanno cambiando i business delle aziende che ne traggono informazioni per meglio posizionare i prodotti sul mercato. Per esempio, indirizzando gli acquisti.

L’intervista

Di questo la rivista Start Magazine ha parlato con Giovanni Buttarelli, dal 2014 Garante europeo della protezione dei dati dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea.

Alla giornalista Giusy Caretto, che gli ha domandato a chi appartengano le informazioni, Buttarelli ha risposto: «Noi chiamiamo i dati “personali” perché appartengono alla persona. La privacy è tutelata in tutto il mondo. Ad oggi ci sono 127 Paesi che hanno una disciplina organica in questa materia, ma la protezione dei dati personali è altro».

Il dibattito è scaturito dall’evoluzione tecnologica che negli ultimi anni ha trasformato le nostre vite, fornendo alle aziende (nei settori come come comunicazione, giochi, salute) un’enorme quantità di dati.

L’analisi con uno sguardo al futuro

«La visione del modello predominante di business – prosegue Giovanni Buttarelli – è convinta che questi dati siano tranquillamente negoziabili, salvo necessità di tutela di specifiche categorie, come quelle dei minori. Abbiamo dunque questa visione che porta a ritenere che le informazioni siano delle aziende e che queste possano utilizzarle. Nel Trattato di Lisbona, però, come aveva già fatto il Codice Italiano del 2003, il Diritto fondamentale della Protezione dei dati personali, si ricorda che i dati appartengono alla persona». Infine, una previsione del futuro immediato: «Attualmente il possesso dei dati è monopolio delle quattro organizzazioni GAFA, ovvero Google, Apple, Facebook ed Amazon. Ma presto ci sarà tra queste anche una società cinese o indiana. In occasione della 40esima Conferenza Internazionale della protezione dei dati e della privacy, che si tiene dal 22 al 26 ottobre, cercheremo di capire come il concetto di potere e sovranità si evolveranno».