Primo report annuale del Garante europeo della privacy

GDPR

Il Garante europeo della protezione dei dati, Giovanni Buttarelli, ha presentato al Parlamento europeo il primo report annuale sull’impatto che il GDPR ha avuto nei Paesi europei

L’effetto che il nuovo Regolamento europeo sulla privacy ha avuto all’interno della Comunità europea è positivo. Questo è quello che emerge dalla relazione presentata dal Garante Buttarelli “Bene le regole, ma ora serve più collaborazione tra attori internazionali e focus sull’etica digitale”.

Quali sono i risultati raggiunti?

Nel presentare la relazione alla Commissione Libertà civili e giustizia (Libe) del Parlamento europeo, il European data protection supervisor (Edps) spiega come il 2018 sia stato un anno di svolta nella salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini europei, come ha, infatti, affermato Buttarelli: “i diritti di ogni persona che vive in Ue sono più protetti che mai”.

Le regole introdotte dal GDPR costituiscono un quadro normativo unico nel suo genere. Il lavoro di regolamentazione però non è terminato, secondo il Garante europeo, infatti, oltre a solide regole sulla protezione dei dati personali è assolutamente necessario anche sensibilizzare la collettività con iniziative concentrate sull’etica digitale e una più estesa cooperazione tra regolatori.

Lo scorso anno, spiega Buttarelli il neo istituito European data protection board (Edpb) si è fatto promotore di numerose iniziative in tal senso.

Tra gli eventi di maggiore rilievo ci sono la “2018 International conference of data protection and privacy commissioners”, a cui ha preso parte lo stesso Buttarelli e la Digital Clearinghouse, evento organizzato per riunire le maggiori istituzioni europee regolatrici come: le autorità antitrust, i garanti della privacy nazionali e le diverse associazioni dei consumatori al fine di sviluppare strumenti comuni per rispondere alle sfide dell’economia digitale.

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Le nuove sfide del digitale

Dall’entrata in vigore del GDPR, lo scorso maggio, la sensibilità dei cittadini europei in materia di privacy e tutela dei dati personali è molto cambiata.

Oggi, c’è maggiore consapevolezza del valore che i dati personali assumono nell’attuale sistema economico. Per questo motivo, l’attenzione delle istituzioni europee nonché dei singoli governi, su eventuali abusi, deve essere altissima. Per il 2019, l’Edps Buttarelli e il Garante aggiunto Wojciech Wiewiórowski auspicano un’alleanza globale di attori focalizzati alla risoluzione delle nuove sfide tecnologiche.

In tale ottica, l’Edps, il Consiglio europeo per la protezione dei dati (EDPB), le organizzazioni internazionali e gli altri attori rivestiranno un ruolo determinante nel futuro digitale dell’Unione Europea.

Il ruolo del Garante europeo e del Consiglio per la protezione dei dati

EDPB e EDPS sono stati istituiti allo scopo contribuire all’applicazione omogenea e coerente delle norme contenute nel GDPR in tutta l’Unione europea e promuove la cooperazione tra le autorità dell’UE in materia di protezione dei dati.

Per raggiungere tale scopo il Consiglio è dotato di una serie di poteri, così come espressamente previsto dal GDPR, tra cui: assumere decisioni vincolanti nei confronti delle autorità di vigilanza nazionali per garantire un’applicazione coerente della normativa europea sulla privacy e orientamenti generali per chiarire il significato delle suddette disposizioni. A tal proposito, a giugno l’EDPS pubblicherà un documento sul futuro della data protection nell’UE e nel mondo, chiamando a raccolta i diversi stakeholder in difesa della dignità umana e i diritti fondamentali nel mondo digitale.

Benedetta Greco