Privacy nelle scuole: formazione retribuita per i docenti

GDPR FORMAZIONE PER I DOCENTI

Formazione per i docenti per il GDPR

Con l’affermazione definitiva del GDPR in Europa, anche le scuole devono adeguarsi alla normativa stabilita per la Privacy nel Regolamento Europeo 2016/679

 

Dopo l’affermazione ufficiale del Regolamento Europeo 2016/679 sulla privacy, meglio conosciuto come GDPR (General Data Protection Regulation), anche all’interno delle scuole si stanno iniziando a prendere i giusti provvedimenti per adeguarsi alla nuova normativa in materia di Privacy.

La privacy nelle scuole

Per allinearsi ai dettami del Regolamento, infatti, diversi Dirigenti Scolastici stanno nominando nelle scuole dei docenti che si occupino del trattamento dei dati degli alunni. Il problema è, però, che questi compiti non rientrano nelle mansioni previste nel CCNL (acronimo di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) e nemmeno in quelle predisposte per i docenti che, per l’appunto, non hanno i livelli di formazione adeguata a poter assolvere a questi nuovi gravosi compiti.

Chi dovrebbe occuparsi di privacy nelle scuole?

Di norma, all’interno delle istituzioni scolastiche, dovrebbe essere il Personale Amministrativo ad occuparsi del trattamento dei dati personali degli studenti in quanto preparato, scrupolosamente, attraverso corsi di formazione dedicati al trattamento dei dati personali. Per cui, proprio in base a quanto imposto dalla legge, i Dirigenti Scolastici non potranno affidare ruoli di questa portata ai docenti senza che essi abbiano svolto corsi di formazione adeguati, proprio come avviene per il personale amministrativo.

È obbligatorio per i docenti partecipare a questi corsi di formazione?

La risposta è assolutamente no. La decisione di accettare questo ruolo proposto dai Dirigenti Scolastici ai docenti è prettamente personale e facoltativa, e quindi, l’insegnate può tranquillamente rifiutarsi. Secondo la Prof.ssa Rossella Margiotta, infatti, nel caso in cui i docenti accettino tale ruolo, la formazione ad essa destinata non potrà rientrare tra quelle previste per il Piano annuale delle attività (40 + 40) anche perché, in realtà, non è questo un ruolo che dovrebbe competere ai docenti. Quindi, questo tipo di formazione extra, dovrebbe essere retribuita a parte, proprio perché è su base volontaria.

 

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