Privacy nei condomini: quali sono i compiti dell’amministratore?

GDPR: Amministratore condominio

GDPR: Amministrazione condominiale

La guida redatta dal Garante della privacy offre le prime risposte ad alcuni importanti quesiti in merito alla tutela della privacy in ambito condominiale, in particolar modo determina i comportamenti che l’amministratore è tenuto ad adottare per una corretta applicazione del Regolamento UE n. 2016/679

La nuova disciplina europea, invero, impone nuovi ed importanti obblighi in materia di tutela della privacy delle persone fisiche. Per quel che concerne in particolare i condomini il Garante italiano ha predisposto delle linee guida affinché gli amministratori possano facilmente conciliare dei esigenze opposte: da un lato, tutelare la privacy dei condomini e dall’altro, garantire la trasparenza nell’amministrazione condominiale.

Quali dati può trattare l’amministratore?

I dati personali a cui l’amministratore può accedere sono quelli strettamente necessari all’esercizio delle proprie funzioni e precisamente: i numeri di telefono fisso, cellulare o indirizzo di posta elettronica se già indicati in elenchi pubblici o forniti direttamente dal condomino, da utilizzare seguendo le regole del buon senso; i dati cosiddetti sensibili, invece, potranno essere trattati solo quando risulterà assolutamente indispensabile per l’amministrazione condominiale.

Il divieto di effettuare comunicazioni nella bacheca condominiale

Il Garante della privacy ha chiarito che sussiste un generale divieto di effettuare comunicazioni nella bacheca condominiale. In particolare, non è possibile pubblicare i dati personali dei singoli condomini né comunicazioni circa lo stato di morosità di uno o più condomini, inoltre, è vietata l’affissione del verbale assembleare in bacheca per i condomini assenti.

Il diritto alla trasparenza dei condomini

I condomini hanno il diritto di accedere a tutta la documentazione contabile riguardante la gestione condominiale anche quella inerente il conto corrente postale o bancario. Le informazioni e i dati raccolti che lo riguardano nonché le spese e gli inadempimenti degli altri condomini, ad esclusione di quelle al di fuori dell’ambito condominiale per le quali vige il divieto di diffusione.

Come anticipato, il diritto di accesso agli atti è da parte di ogni singolo condominio è ormai un diritto inconfutabile. Tuttavia la Cassazione si è espressa in merito affermando anche che l’esercizio di tale diritto non deve risolversi, però, in un intralcio per la stessa gestione condominiale, e quindi non può porsi in contrasto con il principio di correttezza e buona fede, ex art. 1175 c.c. (Cass. n. 19799/2014 e Cass. n. 4686/2018), traducendosi in una sorta di abuso nell’esercizio di un proprio diritto.

Videosorveglianza

Per quel concerne le apparecchiature di video sorveglianza per il controllo delle aree comuni, il Garante riprende le situazioni sulla privacy previste già dal Regolamento europeo (appositi cartelli di segnalazione; conservazione delle registrazioni per un periodo di tempo limitato; ripresa delle sole aree comuni; ecc..), tuttavia precisa che per la loro installazione nelle aree comuni del fabbricato è necessaria l’approvazione assembleare a maggioranza degli intervenuti rappresentanti almeno la metà del valore dell’edificio. Lo stesso discorso vale per i videocitofoni.

 Il condominio digitale

La possibilità di attivare un sito internet condominiale, ove  consultare ed estrarre copia in formato digitale dei documenti previsti nelle delibere assembleari. In questo caso sono i condomini a dover presentare la richiesta, in tal senso sull’amministratore non grava alcun tipo di obbligo. Se in assemblea la proposta viene approvata dalla maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno la metà  del valore dell’edificio è onere dell’amministratore occuparsi della predisposizione del sito.

Benedetta Greco