Quanto costa la sicurezza sul lavoro per le aziende?

La sicurezza sul lavoro dovrebbe sempre essere una voce di spesa da non sottovalutare per una società. Ma quali sono questi costi realmente?

Per la normativa attualmente vigente nel nostro paese e per spirito etico un’azienda ha delle precise responsabilità e doveri per quanto riguarda la messa in sicurezza del luogo di lavoro

Il Covid-19 e le opportunità per la sicurezza sul lavoro

La pandemia da Coronavirus, in questo senso, è stata sia un’opportunità che un notevole intralcio per i datori di lavoro in questo 2020. Una opportunità perché ha consentito una sanificazione degli ambienti che, tramite il Credito d’Imposta Sanificazione, ha consentito un risparmio (fino a 60.000 euro) del 60% per ciascun beneficiario rispetto alle spese sostenute per la sanificazione degli ambienti lavorativi. Inoltre, è possibile ottenere ulteriori sgravi fiscali per acquistare i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale). 

Un problema perché non solo ha posto diversi problemi alla produzione ma ha comportato tutta una serie di nuove misure che hanno reso ulteriormente complesso il quadro normativo di riferimento. 

Quali sono i costi che ricadono sulla sicurezza?

Per rispondere a questa domanda, bisogna tenere bene a mente che qualsiasi azienda, non contano le dimensioni o il numero di impiegati, ha delle voci fisse nel bilancio per quanto concerne la messa in sicurezza del luogo di lavoro: 

  • acquisizione dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI); 
  • inserimento di impianti e dispositivi antincendio;
  • controlli e riparazioni dei macchinari;
  • formazione del personale (corsi individuali e/o corsi di gruppo sulla sicurezza sul luogo di lavoro);
  • consulenze sulla sicurezza sul luogo di lavoro;
  • compilazione annuale del Documento Valutazione Rischi (DVR).

Multe salate per chi non rispetta la legge 

Per quanto concerne i provvedimenti per chi non rispetta le vigenti norme di sicurezza sul lavoro basta tener presente il Testo Unico sulla Sicurezza, introdotto con il D. Lgs.  n. 81 del 9 aprile 2008. 

In caso di mancata designazione, formazione e addestramento degli addetti al primo soccorso e al sistema antincendio l’azienda responsabile rischia una multa che va da un minimo di 750 euro ad un massimo di 4000 euro. Queste due figure sono obbligatorie per qualsiasi azienda. La pena pecuniaria può essere commutata anche nella detenzione da un minimo di 4 ad un massimo di 8 mesi.

Per i datori di lavoro “distratti” (che non si occupano della formazione dei propri dipendenti) la legge prevede una multa da 1200 euro a 5200 euro o il carcere da 2 a 4 mesi. 

Per chi, invece, non fornisce ai propri lavoratori tutte le necessarie informazioni concernenti la sicurezza sul luogo di lavoro possono finire agli arresti dai 4 agli 8 mesi oppure ricevere una sanzione pecuniaria oscillante tra i 1500 e i 6000 euro. 

La mancata riunione periodica circa le eventuali modifiche da apportare alla sicurezza, per le aziende che presentino più di 15 dipendenti, è punita con una multa che va da un minimo di 500 ad un massimo di 6600 euro.

Anche la totale assenza del (DVR) o la sua compilazione deficitaria, così come la mancata verifica da parte del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)  prevede multe salate (tra i 2000 e i 4000 euro).  

La mancanza di un Responsabile del Servizio Protezione e Prevenzione (RSPP) comporta all’azienda una perdita tra i 2500 euro e i 6400 euro.

Come si evince in questo articolo, non rispettare la vigente normativa sulla sicurezza sul luogo di lavoro non conviene in alcun modo. 

Da studi di settore si rileva, inoltre, che le società che rispettano gli standard di sicurezza hanno una produttività maggiore proprio perché il personale si sente maggiormente protetto. 

Alessandro Maria Raffone