A maggio aumento in Italia di attacchi cibernetici

Riscontrati a maggio 140 attacchi informatici al giorno

Il Presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, Antonello Saro, ha informato il Parlamento Italiano, durante la sua Relazione annuale, sulla grave situazione che sta vivendo attualmente il web. Soltanto nel mese di maggio, ad esempio, ci sono stati circa 140 attacchi cibernetici giornalieri. Complessivamente, da marzo a maggio, più di 330mila persone hanno comunicato all’Autorità attacchi informartici.

Le dichiarazioni di Soro

Antonello Soro, che ricopre la carica di Presidente dell’Autorità dal 19 giugno 2012,  ha voluto mettere in guardia il Governo ed il Parlamento sul pericolo di sottovalutare una corretta regolamentazione del mondo virtuale. In mancanza di essa, infatti, “i grandi gestori delle piattaforme del web hanno scritto le regole, promuovendo un processo inarrestabile di acquisizioni e concentrazioni, dando vita all’attuale sistema di oligopoli. Questi hanno acquisito il potere di orientare i comportamenti di diversi miliardi di persone“.

Il Garante ha sottolineato, inoltre, di aver “richiesto una forte iniziativa, da parte delle istituzioni coinvolte nei processi pertinenti all’innovazione tecnologica del Paese, per una riprova precisa dello stato di sicurezza delle banche dati pubbliche e dei processi in corso dell’Agenda digitale“.

Sensibilità verso i bambini vittime di cyberbullismo

Antonello Soro ha poi voluto ricordare la grande sensibilità mostrata dall’Autorità Garante nei riguardi dei minori risultati oggetto di attacchi di cyberbullismo. L’ente nazionale ha sempre provveduto infatti ad eliminare ogni forma di contenuto che potesse ferire i ragazzi, laddove questo atto non fosse attuato già direttamente dai gestori dei media digitali. In particolar modo, secondo Soro, il maggior numero di attacchi è stato riscontrato su siti extraeuropei.  Il presidente dell’Autorità Garante, inoltre, ha evidenziato come gli algoritmi siano lo specchio della mente di chi li progetta. Pertanto, anche i processi attraverso i quali vengono creati, secondo il nuovo quadro normativo, potranno essere contestati ed impugnati presso l’autorità giudiziaria.

Soro ha poi specificato che “Le regole per la protezione dati  inserite negli algoritmi assieme ai principi di precauzione, tutela della dignità umana, ‘by design’, possono ispirare ‘l’intelligenza’ nella rotta di un nuovo umanesimo digitale“. Il Garante infine rileva nella società digitale “il ruolo del giornalista che si carica di responsabilità ulteriori col fine di fornire un’informazione precisa e rispettosa dei diritti altrui: una luce da inseguire per meglio orientarsi tra le post-verità“.

La Redazione

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