RLS, un’app per lavorare al meglio nel settore sanitario

Un'app per i RLS operanti nella sanità

Un nuovo strumento a disposizione delle aziende sanitarie ed ospedaliere per agevolare il lavoro dei RLS

Nell’ambito del Forum Risk Management in Sanità, che si sta svolgendo a Firenze dallo scorso 27 novembre e che terminerà oggi, venerdì 30, è stata presentata al pubblico una specifica app che supporterà il delicato lavoro del RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) nelle strutture del comparto sanitario.

L’app, voluta da un gruppo di enti, tra cui figurano in primis INAIL ed ANMIL, e chiamata “Kit di informazione e disseminazione per i RLS in Sanità”, sarà utilizzata in ospedali ed altre strutture del comparto sanitario: realtà nelle quali si è spesso constatata un’ingiusta emarginazione della figura del RLS. Lo strumento, dunque, mira a determinare un suo maggiore coinvolgimento nella vita quotidiana dell’azienda in cui opera, offrendo la possibilità di interazioni più rapide ed efficaci con i colleghi afferenti alla sua medesima area nonché con Dirigenti, Preposti e RSPP.

Come funziona l’app

Andando più nello specifico, l’app consentirà ai singoli RLS di raccordarsi con i colleghi operanti nei loro settori di competenza. Ciascuno, infatti, verrà identificato con un codice attraverso il quale potrà essere contattato in caso di necessità. Le segnalazioni fatte al RLS di competenza potranno avvenire per mezzo di brevi testi oppure mediante foto: coloro che procederanno a scegliere quest’ultima opzione dovranno assicurarsi prima di aver ottenuto il consenso delle persone ritratte in quelle immagini divulgate. Le segnalazioni ricevute dal RLS saranno notificate ai mittenti e potranno a loro volta essere inoltrate ai “superiori” o ad altre figure presenti in organico e sempre competenti in materia di sicurezza.

Le spinosità legate alla privacy…

Unico difetto di quest’app sembra, al momento, la “troppa” libertà per il RLS di poter divulgare sul web (in particolare sui social) le informazioni e le immagini ricevute dai suoi colleghi. In realtà, questo è un pericolo che esiste già ormai da tempo nelle aziende e di cui gli stessi RLS dovrebbero essere coscienti, assumendosi le eventuali responsabilità di ciò che commettono. Infatti, le contravvenzioni sulla privacy sono punibili ai sensi  del Codice Penale e, più nel dettaglio, del D.P.R. 62/2013, ovvero il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici.

A tutela degli utenti che potrebbero essere danneggiati da eventuali atti di diffamazione online da parte dei RLS, l’app avrà nel suo “back end” un vero e proprio archivio di tutti gli scambi di informazioni effettuati tra i membri di una stessa unità operativa. Inoltre, la struttura sanitaria potrà predisporre, al fine di garantire una maggiore sicurezza in termini di privacy, la creazione di una figura ad hoc di controllore, un “Super User” che avrà modo di verificare il funzionamento generale dell’app e di intervenire in modo diretto e tempestivo in caso di problemi.

Angelo Zito

 

 

 

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