Il 25 Maggio 2018 è l’ultimo giorno a partire dal quale la nuova regolamentazione sulla privacy e la sicurezza informatica dell’Unione Europea, la 679 del 2016, diventerà esclusione alcuna applicabile in tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea.

Si approssima, dunque, l’obbligo legale per tutte le realtà aziendali di adeguarsi alle disposizioni presenti nel GDPR (General Data Protection Regulation, in italiano Regolamento Generale per la Protezione dei Dati).

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Il nuovo Codice della privacy è il più recente testo sulla privacy in materia di diffusione dei dati personali che sostituirà in pieno gli attuali vigenti codici del 1995 e quello in materia di protezione dei dati personali del 2003.

La proposta per adottare un nuovo Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali è giunta alle autorità competenti nel gennaio 2012.

Il Consiglio europeo decise di procedere in due step: prima compilare, entro il 2016, il nuovo Regolamento; poi permettere ai diversi Stati Europei di adeguarsi alla nuova regolamentazione, entro e non oltre la già citata data del 25 maggio del 2018.

Il testo definitivo è stato divulgato sulla Gazzetta Ufficiale Europea il 4 maggio 2016 ed è entrato in vigore il 25 maggio del medesimo anno.
Grazie al GDPR la privacy avrà un ruolo autentico nella procedura aziendale, partendo già dalla fase d’ideazione del prodotto o servizio per giungere, infine, al recepimento dei dati privati del cliente.

Pertanto la protezione dei dati deve essere sempre presente nei protocolli e nelle diverse procedure aziendali già nella fase delle ricerche e dello sviluppo di prodotti e servizi.

Per le aziende il principio della privacy deve diventare un punto di partenza (e di arrivo) imprescindibile, che non può essere aggirato né ignorato in alcun modo.

Una garanzia forte per la sicurezza dei dati personali forniti dai clienti, sostenuta da sistemi di ricezione, gestione, archiviazione e trasferimento basati sull’informazione chiara e il consenso esplicito.

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