Sentenza della Corte UE: gli amministratori delle pagine Facebook sono responsabili per la privacy

corte ue facebook regolamento sulla privacy

Il caso che ha ispirato la sentenza riguarda la società tedesca Wirtschaftsakademie, che raccoglieva, attraverso la propria fan page, informazioni sui visitatori senza il loro consenso

La Corte Europea ha dichiarato che gli amministratori di tutte le fan page di Facebook, utilizzate per ottenere benefici, sono responsabili della protezione dei dati personali degli utenti che visitano la pagina in questione. Dunque, secondo la decisione dei giudici, gli amministratori sono corresponsabili della privacy delle pagine del social network più famoso al mondo, insieme alla piattaforma stessa.

Il perché di tale decisione

La decisione è stata assunta in basa alla constatazione che coloro che amministrano una fan page possono raccogliere diversi dati statistici sui visitatori grazie ad una serie di cookies, che permettono di raccogliere le informazioni dalla pagina stessa.

In particolare, lo strumento che consente la raccolta dei dati statistici in questione è “Facebook Inside”, il quale funziona grazie a cookies attivi che permettono di raccogliere le informazioni che per un paio di anni sono salvate sui social network da smartphone, computer e table.

Quindi, gli amministratori, grazie alla pagina del social network, possono riuscire ad operare una vera e propria profilazione degli utenti collegandosi direttamente ai loro profili personali. In che modo? Ad ogni utente viene associato un codice personale, all’ingresso alla fan page, che consente la raccolta dei dati in questione. Il problema vero e proprio, però, sta nel fatto che ai visitatori non viene richiesto il consenso per la raccolta dei dati.

Il caso che ha ispirato la sentenza

La sentenza della Corte Europea è stata emanata 10 giorni dopo l’applicazione ufficiale del GDPR in tutta Europa, Regolamento diventato effettivo a partire dal 25 maggio.

Il caso che ha portato la Corte a pronunciarsi in questo modo riguarda la società tedesca Wirtschaftsakademie, che approfittava della propria fan page di Facebook per offrire dei servizi di formazione, raccogliendo informazioni sugli utenti. Pare che già nel 2011 fosse intervenuta l’autorità di vigilanza della privacy del Land dello Schleswig-Holstein, che si era già pronunciata per far chiudere la pagina in quanto le informazioni dei visitatori erano state raccolte senza le opportune autorizzazioni degli stessi.

Da qui la decisione di non attribuire tutte le colpe esclusivamente a Facebook ma anche agli amministratori delle pagine stesse.

//]]>