Sicurezza informatica: arriva HoneyBot

Un robot contro gli hacker

HoneyBot è il nuovo strumento realizzato per confondere gli hacker in caso di attacchi informatici alle imprese

In campo di sicurezza informatica, come ormai tristemente tutti sappiamo, purtroppo l’utilizzo di strumenti di IoT (Internet of Things), quindi tecnologici e digitalizzati, espone fortemente le aziende ed i loro dipendenti al rischio di hackeraggio. Infatti, se da un lato gli strumenti di ultima generazione agevolano ampiamente i lavoratori ed incidono sulla velocizzazione della produzione, dall’altro mettono in difficoltà la sicurezza delle aziende.

 

La vulnerabilità delle aziende

Ogni dispositivo di IoT presente in un’impresa e connesso in rete costituisce un possibile bersaglio di hackeraggio e quindi di manomissione. Purtroppo questi strumenti, nonostante i loro costi particolarmente elevati, possono essere facilmente oggetto di attacchi: in alcuni casi, basta addirittura scoprire la loro password per poterli controllare, in altri basta sfruttare le falle presenti nei relativi sistemi di sicurezza. Troppo spesso, soprattutto le Pmi, non hanno fondi a sufficienza per poter assumere esperti e quindi si affidano ad amici e parenti per la gestione della sicurezza informatica.

 

HoneyBot: cos’è?

Arriva direttamente dagli Stati Uniti d’America la soluzione per proteggere le aziende dai numerosi e continui tentativi di hackeraggio. Lo strumento si chiama HoneyBot ed è stato realizzato da un gruppo di ricercatori della Georgia Tech’s School of Electrical and Computer Engineering.

L’HoneyBot è un robot che permette di proteggere i sistemi connessi in rete fornendo agli hacker false informazioni e, allo stesso tempo, avvisando i lavoratori.

 

Come funziona HoneyBot?

HoneyBot è un dispositivo completamente connesso alla rete, che può essere anch’esso hackerato, in maniera molto facile e veloce.

Se un pirata informatico, infatti, ne prende il controllo, HoneyBot “fa solo finta” di rispondere ai suoi comandi ed intanto avverte immediatamente i lavoratori del pericolo che stanno correndo. In questo modo, l’azienda ha modo di intervenire e quindi di tutelarsi.

 

I limiti di HoneyBot

Fino ad ora HoneyBot ha superato tutti i test ai quali è stato sottoposto, ma occorrerà svilupparlo ancora un po’ prima di poterlo mettere in commercio.

Infatti, sarebbe molto semplice per gli hacker capire il trucchetto nel quale sono caduti; pertanto, nei prossimi mesi i ricercatori si concentreranno proprio per sviluppare una funzione che non faccia capire ai malfattori cosa in realtà lo strumento stia facendo.

Non ci resta, dunque, che aspettare i prossimi sviluppi in merito ad uno strumento di tale portata che sarà destinato a dare sicuramente un forte scossone al mondo della sicurezza informatica.

 

 

 

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