Sicurezza sul lavoro: rinviato il giudizio sull’incidente ferroviario

Novità sul giudizio riguardante l’incidente ferroviario del 12 luglio 2016: le motivazioni

Due anni fa, una delle pagine più tristi in tema di sicurezza sul lavoro: 12 luglio 2016, sulla tratta a binario unico Andria-Corato si consuma l’incidente ferroviario più disastroso di sempre in Puglia. Il forte impatto tra due treni è fatale per 23 persone, lasciandone ferite oltre 50. Il 20 dicembre il GUP rinvia a giudizio 17 persone tra dipendenti, dirigenti e vertici della Ferrotramviaria spa (insieme a dirigenti di Mit e Ustif, oltre alla stessa società) per violazione delle regole da parte dei responsabili della sicurezza nell’azienda.

Le motivazioni del rinvio

“Non una tragica fatalità ha determinato l’evento disastroso del 12 luglio 2016, ma la consapevole violazione ad opera del datore di lavoro e degli altri dirigenti/preposti – cioè di coloro che all’interno di Ferrotramviaria spa, rivestendo ruoli apicali hanno poteri decisionali e di spesa – delle regole cautelari scolpite nel dpr 753/80, nel decreto legislativo 81/08 e nel contratto di servizio volte alla tutela della sicurezza dell’esercizio ferroviario e quindi dell’incolumità degli utenti”. Ecco quanto emerge dal dispositivo di 26 pagine, del Giudice dell’Udienza Preliminare del tribunale di Trani, Angela Schiralli.

La sicurezza sul lavoro

Non è la prima volta che si parla di tragiche notizie provenienti da luoghi di lavoro, basti pensare a quanti operai (per fare un esempio) muoiono nei cantieri perché non vengono forniti di adeguate attrezzature e materiali di sicurezza. Appena 10 giorni fa è morto un operaio, al lavoro sui binari, travolto e ucciso da un treno in transito. Assicurare che vengano attuate le leggi riguardanti la sicurezza sul lavoro è un dovere dei datori. E’ un fattore di comune interesse sia per le imprese, che per i lavoratori, in modo da garantire ambienti confortevoli e di conseguenza produttivi.
Importante, inoltre, è la giusta informazione: capita spesso che alcuni lavoratori non siano coscienti dei propri diritti. Si auspica che il vento possa cambiare prima possibile, in modo da non dover più piangere morti e/o feriti.

Cristiano de Stefano