Solfatara, sicurezza per turisti e lavoratori

Alla Solfatara controlli per garantire più sicurezza

Ad un anno dalla tragedia del piccolo Lorenzo e dei suoi genitori, nel vulcano Solfatara saranno effettuati controlli da un’equipe di consulenti per garantire le opportune condizioni di sicurezza per turisti e lavoratori

Anche i siti naturalistici di grande interesse, come il vulcano Solfatara di Pozzuoli, costituiscono luoghi in cui è sempre necessario porre adeguate condizioni di sicurezza per turisti e lavoratori. Per tale motivo, il Tribunale di Napoli ha disposto una serie di controlli tecnici da effettuare nel rinomato sito, a poco più di un anno dal terribile incidente in cui persero la vita un bambino di 11 anni ed i suoi genitori.

La triste vicenda del piccolo Lorenzo e dei suoi genitori

Il 12 settembre 2017 il piccolo Lorenzo, che si trovava in vacanza con la sua famiglia di origini piemontesi ma residente ormai da tempo in provincia di Venezia, spinto forse da un’ingenua curiosità, superò un’area transennata della Solfatara divenuta momentaneamente insicura a seguito delle intense piogge cadute su Pozzuoli nei giorni precedenti. Il bambino finì dunque improvvisamente in una profonda voragine apertasi nel suolo. Inutile, purtroppo, fu il valoroso tentativo dei suoi genitori di salvarlo; tutte e tre le vittime, secondo gli inquirenti, non riuscendo a risalire rapidamente in superficie, sarebbero dunque morte a causa delle esalazioni sulfuree emanate dalla Solfatara; il tutto sotto gli occhi dell’altro figlio della coppia, unico superstite della sciagura.

I controlli predisposti dal Tribunale di Napoli

Per fare chiarezza sulla tragedia ed evitare che altre simili possano ripetersi in futuro, la Solfatara è stata sottoposta a chiusura dal Tribunale di Napoli il quale, nell’ambito dell’inchiesta, ha nominato un’equipe di sette consulenti preposti alla verifica delle adeguate condizioni di sicurezza del sito. La perizia sarà eseguita a partire dai prossimi giorni nel rispetto delle regole previste dalla legge; ad esempio, in caso di pioggia, non saranno effettuati sopralluoghi e questi ultimi dovranno avere comunque la durata massima di un’ora. I consulenti, inoltre, procederanno a rilevare anche eventuali anomalie dal punto di vista chimico-fisico mediante l’impiego di rilevatori portatili di idrogeno solforato.

Esperti dalle migliori Università italiane

Per lo svolgimento dei controlli alla Solfatara sono stati chiamati ad investigare docenti provenienti dalle principali Università italiane. Dall’Università degli Studi di Firenze proviene il Direttore di Scienze della Terra, nonché professore di Geochimica e Vulcanologia, Orlando Vaselli. Dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano arriverà il professor Claudio Giulio Di Prisco. L’Università degli Studi di Messina ha inviato, invece, Giuseppe Tito Aronica, docente di Ingegneria Idraulica.

Il Dipartimento di Ricerca Transnazionale NTMC dell’Università di Pisa invierà il suo docente in Igiene generale e applicata Angelo Baggiani. Dall’Università degli Studi di Milano Bicocca arriverà il Direttore della Sezione di Scienze Geologiche e Geotecniche del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente, del Territorio e della Terra professor Giovanni Battista Crosta.

A questo team si aggiungeranno l’esperto in sicurezza sui luoghi di lavoro l’ingegnere Maurizio D’Amico e il geofisico Giuseppe Marino.

Il lavoro finale

Gli esperti dovranno, alla fine di un lungo lavoro che durerà probabilmente dei mesi, stendere una serie di regole per la messa in sicurezza del sito che, se eseguite alla lettera, permetterebbero il dissequestro dell’area e la sua successiva riapertura.

Questa importante iniziativa messa in atto alla Solfatara potrebbe rappresentare un modello per futuri approcci ad eventi simili.

La Redazione

 

 

 

 

 

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