STOP del Garante alla pubblicità per i titolari delle carte fedeltà

Carte fedeltà

Mai più pubblicità indesiderata, gli esercizi commerciali potranno inviarla solo previo espresso e facoltativo consenso da parte dell’interessato

Con il provvedimento [doc. web n. 9124420], pubblicato nella newsletter n. 456 del 22 luglio 2019, il Garante della Privacy ha finalmente vietato lo spam ai possessori delle fidelity card. Secondo l’Authority, infatti, l’invio di comunicazioni commerciali ai possessori di tessere fedeltà che non abbiano espresso uno specifico e libero consenso all’uso dei propri dati a fini di marketing deve considerarsi illecito. la decisione è stata presa nell’ambito di un procedimento nei confronti del famoso rivenditore di elettrodomestici Mediaworld, che si è concluso con l’applicazione di una sanzione.

La Vicenda di Mediaworld

Il procedimento nei confronti della multinazionale nasce in seguito alle violazioni segnalate da alcuni clienti e confermate da un’ispezione svolta dall’Autorità con l’ausilio del Nucleo speciale privacy della Guardia di Finanza. Gli acquirenti del negozio lamentavano la continua ed indesiderata ricezione di mail con offerte commerciali da parte dell’azienda di cui possedevano la carta fedeltà, nonostante le innumerevoli richieste di cancellazione dalla mailing list presentate alla società e rimaste inevase.

Nel corso degli accertamenti, l’Autorità di controllo ha riscontrato diversi problemi relativi alla gestione dei dati personali dei clienti. In particolare, per quel che concerne il consenso è emerso che il suo rilascio attraverso i vecchi moduli di adesione al programma fedeltà, non poteva essere più ritenuto valido, in quanto i clienti erano costretti al suo rilascio per poter ottenere i servizi proposti dalla multinazionale. Inoltre, dalle indagini è stato riscontrato che il sistema informatico non era in grado di tracciare e gestire adeguatamente le richieste di esercizio dei diritti dei clienti, quali quello di opposizione al trattamento per finalità di marketing, e di interrompere, di conseguenza l’invio di spam.

La decisione del Garante

Il Garante italiano ha esercitato per la prima volta i poteri correttivi attribuitigli dal GDPR. Il provvedimento adottato contiene una serie di prescrizioni tra cui: l’adozione di tutte le misure necessarie affinché l’azienda possa finalmente essere in regola con le nuove disposizioni in materia di protezione dei dati personali; un ammonimento a bon utilizzare più i dati personali raccolti dei clienti, mediante i vecchi moduli di fidelizzazione, per finalità commerciali ed, infine, è stato ingiunto alla multinazionale di implementare misure organizzative e tecniche atte per garantire la corretta gestione dei diritti degli interessati ed il rispetto del principio di accountability.

Il decreto telemarketing

Il provvedimento del Garante arriva in un momento molto propizio. Al Consiglio dei ministri, in questi giorni è si discute del decreto telemarketing. I lavori sul decreto sono bloccati dallo scorso ottobre, da alcune indiscrezioni sembra, però, che il testo finale sia pronto. Sono anche giunti i pareri necessari del MISE e quello del Garante. Tra le nuove misure previste nel decreto c’è quella radicale di potersi iscrivere il proprio numero al registro delle opposizioni (anche quello della linea mobile, fino ad oggi escluso) per cancellare in automatico ogni consenso ad attività di telemarketing. Soltanto alle aziende che hanno un contratto attivo con l’utente potranno contattarlo.

Benedetta Greco