Ultimi aggiornamenti sul GDPR

gdpr nuovo regolamento europeo sulla privacy come mettersi in regola

Ecco tutte le ultime novità, riguardanti il General Data Protection Data, a pochi giorni dalla sua entrata in vigore.

L’austriaca Andrea Jalinek, attualmente a capo della task force che la Commissione Europea ha organizzato per assicurare un’applicazione omogenea della 679\2016 in tutto il territorio dell’Unione Europa, a pochi giorni dalla sua entrata in vigore (il 25 maggio 2018) ha dichiarato che già dalle primissime ore sono giunti i primi ricorsi riguardanti le modalità di consenso. Questo a causa del fatto che il modulo relativo, per essere in regola, deve essere chiaro a tutti e richiesto correttamente.

Commenti e giudizi della Commissaria UE Jourova

La Commissaria alla Giustizia dell’Unione Europea, la ceca Vera Jourova, ha informato l’opinione pubblica del Vecchio Continente che la vigilanza sugli Stati membri continuerà costantemente fino a quando la 679 non sarà applicata correttamente in tutto il territorio dell’Unione.

Non solo, se ci dovessero essere delle infrazioni da parte di singoli Stati, esse comporteranno provvedimenti disciplinari. Proprio per evitare problemi la Jourova ha inviato a tutti i suoi omologhi dell’Unione una lettera di avviso per informare che solo la metà, circa, dell’Europa è pronta per dare un’applicazione concreta al GDPR.

Primi casi di infrazione

Uno dei primi casi di infrazione al GDPR è stato segnalato in Austria, dove ci sarebbero state delle anomalie riguardanti un consenso al trattamento dei dati da parte di un utente Facebook. Questo episodio è completamente slegato dalla vicenda che ha coinvolto il colosso californiano e Cambridge Analytica.

Di questo caso se ne occuperà, probabilmente l’Austria, ma per le prossime volte Facebook sarà giudicato dal Garante della Privacy irlandese perché la sua sede europea si trova a Dublino.

La situazione in Italia

Il termine perentorio per l’entrata in vigore del GDPR è stato ormai superato. Ora, anche i grandi colossi americani della comunicazione, come Google e Twitter, dovranno fare i conti con la nuova normativa nel delineare le proprie politiche nei confronti dell’utenza del Vecchio Continente. L’Italia è ancora in ritardo nell’adeguamento al Regolamento 679 del 2016, visti anche i problemi legati alla formazione del nuovo esecutivo.

Oltre che dal Presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, Antonello Soro, un monito è stato lanciato anche da Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo, il quale ha ribadito che ogni violazione dei dati personali e sensibili deve essere trasmesse alle autorità competenti entro le 72 ore dall’avvenimento.

L’Italia, però, non è il solo Paese a non aver ancora recepito la nuova normativa: ritenuto di grado medio (semaforo “giallo”) insieme a quello della Spagna, il ritardo di Belgio ed Ungheria, invece, è da considerare sicuramente molto più grave (in quanto bollato con semaforo “rosso”).

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