Vicenda giudiziaria tra le province di Avellino e Potenza

A Calitri una vicenda tra sicurezza sul lavoro e concussione

Una recente vicenda giudiziaria, riguardante la sicurezza sul lavoro, ha coinvolto i territori delle province di Avellino e Potenza

Il GIP (Giudice per le Indagini Preliminari) di Potenza ha disposto un’imputazione coattiva nei confronti di due medici lucani: Michele Via e Antongiulio Perrotta, i quali, all’epoca dei fatti posti in giudizio, lavoravano per l’ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) di Potenza. Il reato di cui sono accusati è di presunta tentata concussione per costrizione.

Il caso

I due medici, Michele Via (Direttore dell’Unità Operativa di Medicina del Lavoro dell’ASP di Potenza) e Antongiulio Perrotta (medico presso la sede ASP a Melfi), avrebbero utilizzato le normali ispezioni di legge in materia di sicurezza del lavoro, per tre volte in tre mesi, per intimidire un’azienda dell’avellinese e costringerla così a riassumere un ex dipendente lucano licenziato precedentemente.

I fatti incriminati nello specifico

Il licenziamento è avvenuto nel 2011 in un’azienda di Calitri (AV), la Starcell srl, quando un impiegato lucano, assegnato ad operazioni non pesanti, incomincia a sentire dolori alla schiena provocati da un incidente occorso sul luogo di lavoro. Dopo i previsti tre mesi di assenza per malattia, al suo rientro l’operaio ha avuto prescritto dal medico l’obbligo di non spostare oggetti pesanti. A causa di questa problematica egli si sarebbe dovuto spostare a Milano, ma il rifiuto di tale soluzione avrebbe portato così al suo licenziamento.

Gli strani controlli dei medici dell’ASP

Nell’azienda avellinese, alcuni fatti “strani” si sono verificati proprio in seguito alla causa legale avviata contro la medesima dal dipendente licenziato. I due medici dell’ASP di Potenza, Via e Perrotta, pur non trattandosi di un’area di competenza a livello territoriale, avrebbe effettuato un controllo presso la Starcell srl per la verifica delle adeguate condizioni di sicurezza sul lavoro. Da tale sopralluogo, a giudizio dei due professionisti, sarebbero venute alla luce alcune irregolarità le quali di conseguenza avrebbero previsto l’irrogazione di sanzioni per l’azienda: ammende che, a detta dei medici potentini, si sarebbero potute ridurre con la riassunzione dell’operaio licenziato.

Durante il loro secondo controllo, i due medici lucani avrebbero ribadito nuovamente la questione delle sanzioni e della loro possibile decurtazione, sottolineando, in particolare, ai responsabili della Starcell come il dottor Michele Via fosse “compaesano” del suddetto dipendente licenziato.

La sentenza del GIP

In seguito alle denunce riportate dai responsabili dell’azienda irpina, il Gip di Potenza ha sentenziato l’assoluta gravità dei fatti accaduti, rimarcando l’incompetenza dell’ASP nella vicenda giudiziaria (quindi la sua vera e propria “interferenza”) nonché la correlazione tra le presunte infrazioni, in materia di sicurezza sul lavoro, e la volontà di riassunzione del dipendente licenziato.  Alla luce di questo quadro, pertanto, si giustificano l’apertura di un fascicolo d’indagine e la richiesta, da parte del Gip, di imputazione coattiva contro i medici Via e Perrotta.

 

La Redazione

 

 

 

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